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giovedì 8 dicembre 2011

Eluana Englaro

Voglio spendere due parole per Eluana, per la famiglia e per tutti noi, noi che abbiamo pensato, detto, giudicato o che ci siamo semplicemente messi dalla parte della famiglia e chiesto come ci saremmo comportati. Io credo che NESSUNO di noi poteva o può giudicare da quale parte fosse IL GIUSTO. Troppo difficile, arduo compito che spetta solamente al mistero della vita. Per quanto mi riguarda riesco a comprendere le due parti contrastanti, si, tutt'e due...potendo capire cosa vuol dire lo sfinimento dopo la caduta dell'ultima speranza, ma potendo capire anche che noi non possiamo sapere cosa davvero succede...quando si entra in coma, quando si vive nello stato vegetativo, poichè il coma e lo stato vegetativo appartiene al corpo, e noi siamo troppo abituati a preoccuparci del corpo, della materia, poco o niente dello spirito. Sono assolutamente certa che in ogni situazione il giudizio è opinabile, poichè non siamo tutti uguali, non abbiamo la stessa forza nè la stessa emotività...e se un padre desidera, dopo una vita, la morte di sua figlia, è solo perchè dolore e amore hanno reso la sua vita un calvario troppo grande, diventato insopportabile. Ma questa forza si troverebbe soltanto se si avessero certezze "supreme", poichè a volte non comprendiamo che il corpo e l'anima sono due cose "separabili". Noi non possiamo sapere cosa succede durante un coma: certamente il fisico mostra una sofferenza a volte anche subdola, poichè cambia il suo aspetto ma spesso non sembra soffrire. Mentre a noi, guardandolo, ci viene da pensare ad una immensa sofferenza. Questo è ciò che vediamo. Ma forse c'è anche quello che non vediamo. Ripeto, ogni decisione era opinabile, perchè nessuno di noi può dimostrare effettivamente quale avrebbe potuto essere la decisione giusta. E' assolutamente vero che la vita è sacra, ma chi dice questo allora dovrebbe non fermare neanche la vita di una semplice formica, perchè anche quella...è vita. Fatto sta che ognuno di noi AVREBBE FATTO QUESTO O QUELLO, certo...ma è facile parlare quando non siamo noi a dover decidere davvero. Da parte mia credo troppo alla naturalità delle cose, credo ci sia un disegno troppo importante dietro alla vita di ciascuno di noi, e per quanto concerne sia Eluana che la famiglia...sono convinta che da entrambi le parti ci sia stato un cammino preciso, dato da un dolore che certamente adesso, per lei è finito. Per la famiglia no. Ma sono anche convinta che nemmeno il Parlamento potrà mai decidere per il meglio: le leggi divine sono e resteranno mistero. Resta il fatto che la sua famiglia l'ha vista morire per la seconda volta...Davanti a questo si dovrebbe soltanto essere dignitosi e rispettare quella atroce sofferenza. Invece anche questo ha suscitato la lotta per per il diritto ad avere ...ragione.
laura, 10 febbraio 2009

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