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venerdì 9 dicembre 2011

LA PRIMA E L'ULTIMA / Poesie in musica/ PINO D'ANGIO'

" La prima...è piccola
e a volte ha gli occhi umidi.
Fa pochi gesti...
è chiaro che è un pò timida.
Butta le braccia al collo e abbassa gli occhi,
cammina piano nella stanza,
è senza tacchi,
mi sembra altissima,
mi sembra un angelo,
leggera.
e dentro l'anima nasconde primavera.
Mi appoggia il viso su una mano
e senza dirlo,
perchè non parla mai
dice "ti amo".
Accoccolata sopra uno sgabello,
fa tenerezza.
E'un misto di paura e giovinezza
e quando studia mette su gli occhiali
e all'improvviso
lei sembra assai convunta,
mette le ali e vola in mezzo ai libri
come se non ci fosse più nient'altro al mondo.
Mentre la guardo io mi rendo conto
ch'era lei che ho aspettato.
E poi quando alza lo sguardo affaticato
toglie gli occhiali
e tira su i capelli lunghi,
com'era lunga la mia attesa.
E la ritrovo piccola e sorpresa,
se le dò fiori...
o solo se sorrido.
E qualche volta dentro grido
mentre la guardo,
mentre mi commuove,
mentre osservo che pensa...
che legge,
che si muove...
fragile e piccola
come carta velina,
leggera e delicata
fatta per le carezze
E s'avvicina
e dorme accoccolata,
lei che apre gli occhi e ride
ma non parla
e poi si gira...
e dà i calci nel letto
come un monello.
E a un tratto scoppia a piangere di getto
e mi travolge senza fare niente.
E con le gambe lunghe come giunchi
si lancia per le scale ed è felice, però...
dovrei capirlo da un sorriso perchè
quello che sente
non lo dice.
E tu...
non esserne gelosa, se ne parlo.
Rilassa la tua mente,
scaccia il tarlo.
Sei preoccupata,
non devi farlo più,
perchè la prima,
amore mio...
sei tu.

E la seconda? Eh...e la seconda...
E la seconda, amore...
non prendertela a male
ma è un'amante.
Conosce arti di letto...
tutte quante.
Diventa serpe,
è una vera inesistenza perchè mi prende.
E giuro,
non so farne senza.
E non mi frega niente se è sbagliato:
mi scordo del futuro e del passato
quando si spoglia e poi
mi guarda zitta
e quando con le unghie
mi disegna petali di piacere
sulle spalle.
Quando sotto la pelle
sento sbattere ali
di farfalle...
inevitabilmente poi...
perdo la testa.
Anzi...la giro:
e vedo lei che resta
distesa,
come se fosse disegnata nella stanza.
E poi mi guarda con complicità
e ondeggia
come fosse fatta di fumo
e come il fumo sale...
facendo giravolte lei si avvicina e danza.
Io chiudo gli occhi
e lascio fare.
E sono vinto
e non potrei negare
che non sono capace
a dir di no:
difendermi dall'estasi non so.
A volte è dolce,
è miele sulle ustioni...
Mi passa le sue dita sul profilo,
mi affonda le sue mani tra i capelli,
mi sfiora con le labbra
sopra il petto
e di stille di dolore fa gioielli.
A volte ci credi,
a volte...
è una puttana.
E non riesco più
a tenerla ferma
ma in verità fermarla non vorrei,
così
faccio quello che vuole lei
precipitandomi fino a che mi spengo,
io che dovevo andare via...
e invece vengo.
E non pensare che adesso son volgare
quando il piacere è troppo
lorgasmo è il solo
che ti può salvare.
Non fare quella faccia, no...
non buttarti giù...
perchè anche la seconda,
amore mio,
sei tu.

La terza...
Eh, la terza è magica,
non so mai cosa vuole.
E quando l'amo, beh...
pare che le duole,
mi pare sempre che venga da lontano,
resta distante
anche quando c'è.
Incomprensibilmente quando è qui.
Persa in pensieri di cui
non ho la chiave.
Mi sembra la polena di una nave che s'allontana, ed io
rimango solo
a seguirne la scia
fermo, sul molo...
col vento che mi entra nel maglione
e mi arrovello
ma non c'è soluzione.
Vorrei sentirla mia
ma è indipendente,
libera come la schiuma delle onde.
Ma se mi volto
e seguo il volo del gabbiano
mi sento sopra le psalle la sua mano
e sento
che mi protegge anche quando è via,
che mi accompagna anche con la fantasia
e che mi resta accanto anche col pensiero
e allora vedi...
ci sono cose che...tu non le capisci
ma ci credi.
Così,
io chiudo gli occhi
e credo in lei
come si crede, in fondo
a una preghiera,
come si ascolta zitto...
una canzone.
Come si vive,
e tu lo sai...
di emozione.
Sapendo
che siamo indissolubilmente uniti
anche se non ci siamo mai capiti.
No...
no, non dovevo dirtelo,
è un segreto.
E' come il sole
che la faccia ti sferza,
che ti riscalda
e non può fare piaghe
Ma si, lo sai...
sei sempre tu la terza.

La quarta...
la quarta è l'ultima,
ma attappati le orecchie:
la quarta è come un piatto di lenticchie,
semplice,
povera
e buona come il pane.
Ma se solo ne parlo,
e non fraintendere,
penso che non dovrei...
che è come offendere lei,
che è tanto pura
e tanto mia
ma così schiava
e così riservata
che non vorrebbe entrare
in questa mia poesia
per la paura di farne rumore.
La quarta,
che non parla mai
d'amore...
d'amore vive
cucendolo in silenzio,
ricamando la vita piano piano
tirando l'anima negli angoli più bui,
senza chieder niente
mai.
Onde per cui...
non sa l'amore,
ma è lei stessa...
amore.
La quarta è l'ultima,
ricordalo.
E' un'allegria
baciata di tristezza.
E' un cigno sopra lago,
nella brezza dell'alba.
Resta tranquillo,
immobile,
infinito.
E' un ramo di magnolia
che è fiorito,
è un albatros
in un cielo pulito...
la quarta. E adesso
non parliamo più.
La quarta...
io spero
che sia tu."

PINO D'ANGIO' 



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