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venerdì 9 dicembre 2011

Diversamente Abili

Parliamo dei "diversamente abili", coloro che la società chiama così credendoli "diversi". Oh si, lo sono. Diversi lo sono eccome! Parlo di quei "diversamente abili" il cui certificato dichiara il loro "ritardo mentale". Parliamo di loro. Io invece, più li guardo, più li osservo e più mi convinco che la loro diversità sia SPECIALE. Mettiamoci a confronto, noi "normali": cosa facciamo noi, quando ad esempio dobbiamo affrontare qualcosa come un intervento chirurgico? Noi abbiamo PAURA. Loro NO. La nostra mente comincia a perpetuare un'angoscia infinita, imbroglia ricordi e fantasia immaginando cose che magari non hanno ragione di esistere. Così fino a che l'intervento non arriva ci rendiamo la vita sofferente, non serena. LORO invece non temono, non hanno paura. La loro vita prima di un intervento è  serena come sempre. Loro non si creano problemi, vivono il momento. Se si dice loro DEVI AFFRONTARE UN INTERVENTO loro sorridono pensando che sia un gioco, o comunque non si lasciano impensierire da questo, per loro nulla cambia, restano "felici". Se noi stiamo ascoltando un discorso di una persona, un discorso che non c'interessa minimamente, cosa facciamo? Per educazione restiamo in ascolto magari pensando ad altro e innervosendoci. LORO NO: loro, quando un discorso non gli piace, non fanno altro che voltarti le spalle e andarsene. Non si pongono il problema, assolutamente no. Quando noi sorridiamo a qualcuno, il 90% dei sorrisi sono finti, forzati, doverosi o altro. Loro non sorridono falsamente, se non hanno voglia o motivo di sorridere non lo fanno, ma al 90% loro sorridono perchè sono "felici" e i loro sorrisi sono tutti VERI.
Bene, sono soltanto piccoli esempi di "normalità" e "non normalità". Ecco, io volevo dire...MA SIAMO CERTI CHE SIANO LORO I DIVERSI? Questo è ciò che ci hanno insegnato, è ciò che ormai vediamo dietro consiglio della mente. Molti di voi potranno erroneamente pensare BEH, CERTO, LA LORO MENTE NON E' IN GRADO DI INTENDERE NE' DI VOLERE. Ma chi lo stabilisce questo, al cospetto della VITA? Parlo di vita non come ammasso di falso perfezionismo e di preconcetti idioti, no: sto parlando di vita come ESISTENZA, che è tutt'altro. Mentre noi li vediamo diversi, a ragione, ci sentiamo migliori di loro, ma non possiamo sapere cosa c'è davvero nei loro pensieri, nella loro interiorità, nei loro gesti e nei loro sguardi. Noi ci sentiamo migliori ma siamo schiavi degli schemi. LORO INVECE SONO LIBERI.
E ricordiamoci che... ciò che la mente crede è tutta un'illusione.
-laura brustenga, marzo 2010-


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